L’ottimizzazione della logistica e' essenziale per la sostenibilita' e la reputazione del concessionario

Posted by Massimo Porro on 18-lug-2017 17.30.15

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La concessionaria di auto rappresenta l’ultimo anello di una catena logistica molto articolata, il cui processo ha inizio con l’uscita dei veicoli e della relativa componentistica dalla linea produttiva. Logistica che, in ottica concessionaria, si trasforma da logistica classica di supporto alla produzione, in logistica di supporto al servizio.

Ottimizzare la gestione del magazzino di un autosalone

Una logistica in cui, a fronte di processi meno rigorosi e quantitativamente importanti, necessità di flessibilità e agilità nel rispondere ad esigenze contingenti, sostanzialmente il quotidiano del mondo retail.

Ora, identificare e circoscrivere la logistica in un ben determinato spazio fisico va bene in senso funzionale: per cui, individuiamo nel Magazzino questo spazio fisico. Senza però dimenticare che la logistica è uno dei pilastri fondamentali di un’Organizzazione, come tale rappresenta un abilitatore di capacità.

In sintesi, un magazzino efficiente è evidenza di logicistica come cultura, in senso lato, foriera di successo e sostenibilità, da cui ogni attività d’impresa non può trascendere.

 

Obiettivo: Assicurare la continuita' del servizio mobilita'

All’interno di una concessionaria vi sono, sostanzialmente, tre aree di business che con differenti esigenze dal punto di vista logistico:

Vendita nuovo

Vendita usato

Officina meccanica

La Logistica, dicevamo, è intrinsecamente multitask: per le “Vendite” la logistica è essenzialmente una questione di spazi idonei per “stoccare” e presentare le auto, legandosi al marketing senza soluzione di continuità; meno appariscente, ma probabilmente ancor più importante, la logistica che si identifica nel magazzino ricambi, che supporta la gestione delle attività dell’officina. Assicurando così continuità al servizio di mobilità, una componente importante del fatturato; in futuro ancor di più.

Essenzialmente le modalità di gestione logistica si possono categorizzare in:

  • JIT (Just In Time) è la tecnica per la logistica di magazzino maggiormente utilizzata soprattutto per gli articoli più costosi e con più basso indice di rotazione, al fine di evitare che tali item rimangono nel magazzino aziendale inutilizzati e incorrano in rischi di obsolescenza o danni per mancato utilizzo.
  • A scorta con punto di riordino è la tecnica tradizionale per articoli ad alta rotazione ma dal basso costo che si potrebbero rivelare estremamente critici per le attività dell’officina.
  • Applicazione del Principio di Pareto, conosciuto anche come “legge 80/20” secondo cui l'80% degli effetti dipende dal 20% delle cause ci permette di conoscere gli articoli sulla quale focalizzare la propria attenzione definendo le classi degli articoli in base alla loro criticità.

Quale soluzione applicare? La logistica di ricambi ha una sua specificità rispetto alla logistica di produzione e semplice retail di beni generali. Lo scopo principale del ricambio automobilistico è garantire la fornitura puntuale di pezzi di ricambio con il costo minimo. Per questo ci vuole un magazzino propriamente detto e non solo virtuale. Di conseguenza, la logistica dei ricambi non può adottare esclusivamente il modello di approvvigionamento just-in-time della logistica di produzione. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo.

La strategia vincente è chiedersi se l’azienda ha, nel proprio portafoglio prodotti, uno o più articoli di “alta rotazione” (ordini frequenti e volumi elevati) per i quali può mettere a magazzino uno stock a basso rischio di obsolescenza

In ogni caso, Il magazzino di una Concessionaria auto deve sempre un certo deposito, che va curato e aggiornato. Allo stesso tempo, la riduzione dei margini sul nuovo da una parte e l’affermarsi di nuovi paradigmi circa la mobilità, che privilegiano disponibilità e riduzione dei tempi morti sul mero possesso, la vendita di pezzi di ricambio rappresenterà la nuova sostenibile fonte di profitto.

 

Gestire il Magazzino: un’opportunita', ancor piu' che una necessita'

I rivenditori tradizionali ancora insistono esclusivamente su un’aggressiva politica dei prezzi e della promozione come fonte di vantaggio competitivo. Un’enfasi che porta a non considerare il potenziale delle operazioni di logistica in-store nella creazione del valore del cliente. Una scelta comprensibile in uno scenario di grande competitività. Ma difficilmente sostenibile nel medio-lungo termine.

In realtà, tutto ciò che è efficienza logistica determina come e in che misura il cliente percepisce e giudica l’intera azienda concessionaria auto post-acquisto, nella fase temporalmente più lunga del customer journey: ovvero se sarà cliente anche in futuro o sarà un cliente perso.

Ancor più che in fase pre-vendita, il “vecchio” cliente che percepisce puntualità e qualità del servizio è quasi sicuramente un “nuovo” cliente.

Eppure, ancora vari studi dimostrano che gli indici percepiti dal cliente per le prestazioni logistiche in negozio, come le informazioni sugli ordini, gli orari di apertura e la disponibilità e l'accessibilità del prodotto, continuino a essere ignorati o non valorizzati.

E’ invece importante assicurarsi che i KPI del CRM tengano opportunamente conto del ruolo della logistica in-store, sia come l'immagine aziendale in  senso lato, che per la soddisfazione e la fidelizzazione del cliente.

Ciò implica la scelta di un sistema informativo non solo idoneo alla gestione delle specificità del magazzino ma integrato o integrabile del gestionale aziendale.

Nella scelta del software gestione, va da sé che il numero e la complessità delle operazioni cresce con l'aumentare della dimensione dell’azienda, della quantità e del numero di categorie di prodotti trattati. Utilizzare sin da subito un programma specifico, modulare e adattivo, per il magazzino ricambi è sicuramente un investimento importante, ma che minimizza la necessità di ripartire da zero in sede di ristrutturazioni e aggiornamenti maggiori, evitando il dover migrare dati ed informazioni e di allocare tempo per la formazione sul nuovo applicativo. ’ i

Sembra ovvio dirlo, è assolutamente da evitare l'utilizzo di calcoli come Excel, con il rischio di perdere informazioni importanti, sia per banali errori di input, sia per l'impossibilità di condivisione di una situazione aggiornata in tempo reale con conseguente impossibilità di una gestione integrata di tutto il ciclo logistico aziendale. Invece, l’uso di un programma gestionale specifico, consente di avere a disposizione tutti i dati e le relazioni per migliorare la resa della società e quindi la produttività.

In sintesi, un buon software di gestione logistica integrata dovrebbe:

  • Avere una struttura modulare (funzioni base, opzionali e moduli di ampliamento); aggiornabile e adeguato agli standard delle brand cu si fa riferimento
  • Essere personalizzabile e integrato perfettamente con i processi di logistica di magazzino;
  • Soprattutto, deve essere semplice utilizzazione; sembra, ma non è affatto una banalità. E’ anche un metodo empirico per valutarne l’efficacia e utilità.

Investire sul Personale

In termini generali, ogni azienda ha un’organizzazione diversa della logistica di magazzino, in funzione di dimensione e dove è posizionata nella supply chain. Tuttavia, a fattor comune, tutte le linee guida valide universalmente insistono sul Personale come punto focale. Partendo dalla selezione ed incarico: essere responsabili del magazzino presuppone una naturale predisposizione all’ordine e meticolosità, ma anche lungimiranza e capacità di pianificazione.

Attenzione però, cura e ordine sono condizioni necessarie ma non sufficienti affinché il magazzino sia sostenibile, e, di conseguenza l’intera azienda concessionaria. Anche il magazzino deve essere produttivo.

Cosa significa? Pensiamo al responsabile di magazzino di una concessionaria, figura spesso non considerata nelle analisi di produttività aziendale. E’ prassi, soprattutto nelle concessionarie più grandi, che questa figura professionale riceve un bonus di fine anno se il magazzino ha raggiunto l’obiettivo di acquisti di ricambi fissati dalla casa madre a inizio anno. Quindi un incentivo legato all’acquisto.

E’ corretto premiare un dipendente solo per il fatto di aver comprato qualcosa? Certo, le politiche di gestione del personale a volte trascendono, direi giustamente, dalla pura analisi tecnica della produttività. Ma, in ottica imprenditoriale non possono non tenerne conto. Nell’esempio descritto perché non c’è alcuna responsabilizzazione, né creazione di valore duraturo. Infatti, se il raggiungimento dell’obiettivo “ricambi” sembra procurare un iniziale vantaggio alla concessionaria, vantaggio che si materializza nel bonus erogato dalla casa madre, nel medio-lungo termine espone l’intera azienda a potenziali rischi che possono arrecare criticità di natura patrimoniale, legate all’obsolescenza o agli oneri finanziari che possono maturare da una scarsa rotazione dello stock di ricambi.

Per questo motivo, il discorso deve essere affrontato in maniera diversa, con un’etica nuova, ma soprattutto con un altro obiettivo: un indice di produttività che consenta di valutare l’operato del magazziniere in relazione al punto di pareggio dello specifico reparto.

La performance economica del magazzino dipende da vari elementi, tutti determinanti per la produttività del settore: volume degli acquisti, livello di fatturato, politiche di sconto applicate, interessi passivi generati dalla rotazione delle giacenze e livello spese del reparto. Soltanto se dal mix di questi elementi dovesse derivare un’effettiva riduzione del punto di pareggio, significherà che saremo di fronte a una reale crescita degli utili per l’azienda in quello specifico reparto. In sintesi, il bonus deve essere legato a un discorso di produttività reale per l’intera azienda, nello specifico legato al contributo tangibile della professionalità del dipendete nel raggiungerla.

Il Magazzino del Futuro

È noto che la gestione del magazzino è uno dei costi nascosti più difficili da analizzare e, soprattutto, da contenere. E’ un problema che avrà ancora ragione di essere in futuro?

Forse ci stiamo avvicinando a un futuro in cui, sia le auto che i pezzi di ricambio, saranno venduti usando una strategia omnichannel che combinerà i formati sia il fisico che il virtuale, secondo i trend individuati dall’analisi dei Bigdata e da connettività diffusa. E il problema del magazziniere sarà superato, dal definitivo affermarsi di robot e droni: Google e Amazon, su scale ben diverse di quelle della singola concessionaria, sono già ampiamente avviati in tale direzione.

In tale scenario, non sarà più un problema di magazzino, ma dell’intero ecosistema automotive.

In attesa degli sviluppi, pensiamo che un passaggio obbligato per la sopravvivenza del retail automotive sia legato all’accettazione da parte degli imprenditori del principio secondo cui debba diventare essenziale il coinvolgimento di collaboratori e dipendenti nel conseguimento dei risultati aziendali. Che significa stimolare una cultura di produttività diffusa e responsabilizzazione, da supportare mediante sistemi di retribuzione che prevedano una partecipazione all’utile di chi, con le proprie competenze, dedizione e professionalità, permette all’azienda tutta un utile tangibile.

Il Magazzino magari non godrà mai delle luci della ribalta tipiche della showroom, ma il tempo gioca a suo favore: in un prossimo scenario di mobilità condivisa, sarà la logistica a decretare chi rimarrà e chi uscirà dal mercato.

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Topics: automotive

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